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Il Mercoledì delle ceneri

Il Mercoledì delle Ceneri segna la fine del Carnevale e l’inizio della Quaresima ed è il giorno in cui i credenti si recano in chiesa per ricevere sulla testa della cenere e ricordare, dopo i divertimenti e l’allegria del carnevale, che ‘cenere eri e cenere diventerai’.

Un tempo non lontano, invece, le ceneri avevano un uso del tutto diverso e decisamente pratico. Con la cenere si faceva la liscivia, un composto di acqua e cenere che veniva impiegata per fare il bucato in quanto ha un incredibile effetto sbiancante. Ma fra le molte usanze anche quelle riferite al cibo erano importanti. Le famiglie del veneto, un tempo molto povere, il Mercoledì delle Ceneri, giorno di astinenza in quanto primo giorno del periodo quaresimale, preparavano la cena a base di polenta, sulla cui superficie veniva strofinata un’aringa con lo scopo di insaporire un poco la fetta di polenta. L’aringa spesso veniva appesa con uno spago alle travature del soffitto della cucina e strofinata a turno dai commensali sulla propria fetta di polenta. Solo in occasioni particolari, le povere famiglie, si prendevano il “lusso” di mettere sulla propria fetta di polenta un pezzettino di quell’aringa, così tanto desiderata da tutti.
Per tutto il periodo quaresimale, che veniva chiamato anche “i giorni della renga” si praticavano il digiuno e l’astinenza. Obbligatorio era mangiare di magro e la lista delle cose da portare in tavola non lasciava grande scelta. Era ammesso pesce fresco o salato, affumicato e marinato. Il vero ‘companatico’ della povera gente ed emblema della tristezza del periodo, era l’umilissima aringa, forte di sapore e di odore e soprattutto economica.

Oggi questi piatti sono stati valorizzati dai vari ristoratori e non fanno più parte della dieta dei poveri ma sono raffinate prelibatezze da gustare.

EA

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