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dalle Dolomiti a Venezia – zattere e zattieri

La fluitazione nella tradizione europea
Col termine di fluitazione, meglio definito come trasporto fluviale, si intende la pratica di trasportare il legname sfruttando la corrente dei fiumi per portare a valle sia il legname che altre merci. Molti paesi europei hanno usato, in passato, questa pratica di trasporto. Oltre all’Italia vanno ricordati in particolare la Francia, la Svizzera, la Germania, l’Austria e la Spagna.

La fluitazione in Italia
Oggi la fluitazione con le modalità e con le motivazioni che ne hanno determinato la nascita e la pratica per secoli non esiste più. Questo non solo perché non esistono più le zattere costruite con tronchi, sostituite da moderne motobarche o chiatte a motore, ma anche per scelte che hanno privilegiato il trasporto delle merci su gomma o su ferrovia anche nelle tratte dove sarebbe possibile l’alternativa fluviale. In altri paesi europei la situazione è molto diversa. Ad esempio, nel porto fluviale di Duisburg, in Germania sul Reno, transitano oltre 40 milioni di tonnellate di merci l’anno.

L’idrovia Padova-Venezia o il lungo tratto navigabile del Po, in ogni caso, non potranno mai competere con tali volumi di traffico.

Note storiche
Il commercio via terra un tempo era difficoltoso e pericoloso a causa della mancanza o del cattivo stato delle strade di collegamento a lunga distanza. La gente di Borgo Sacco, a Rovereto in Trentino, oppure di Perarolo di Cadore e Codissago in provincia di Belluno, per citare solo alcuni esempi storici, realizzò delle zattere e con l'ausilio della corrente dell'Adige o del Piave iniziò a trasportare alla Repubblica di Venezia il legname necessario alla costruzione delle navi e delle fondamenta della città.

Le zattere erano costruite con tronchi uniti tra loro (quelle tradizionali del fiume Piave con giunchi di noccioli intorti per torsione chiamate sache) con grosse funi di canapa, e venivano comandate da un capo zattiere, di solito il più anziano o il più esperto. Gli zattieri a bordo erano in diversi, disposti al timone di prua, ai timoni laterali e ai lunghi pali che servivano a saggiare il fondo del fiume durante i passaggi vicino alle rocce o alle secche. La zattera, oltre a trasportare se stessa, aveva una residua capacità di carico. Quindi si prestava al trasporto di altro legno (pali, tronchi di piccola pezzatura, assi e travi prodotte da segherie di valle), e anche per il trasporto di altre merci. Questa modalità di trasporto è riscontrabile su molti fiumi e in molte epoche, anche remote, a partire dai primi anni dopo il mille sino, in alcuni casi sempre più rari, ai primi decenni del secolo appena trascorso.

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