{"id":276,"date":"2020-08-11T14:18:57","date_gmt":"2020-08-11T12:18:57","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/vestige\/?p=276"},"modified":"2020-10-05T16:00:03","modified_gmt":"2020-10-05T14:00:03","slug":"painting-the-imaginations-2","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/2020\/08\/11\/painting-the-imaginations-2\/","title":{"rendered":"la Chiesa di San Rocco"},"content":{"rendered":"<p>La chiesa di San Rocco venne edificata in seguito a un voto della comunit\u00e0 di Sernaglia, come segno di devozione e ringraziamento dopo la tremenda epidemia di peste del 1630-31 descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi.<\/p>\n<p>Proprio nelle ultime settimane dell\u2019epidemia, il 19 ottobre 1631, i capi-famiglia, riuniti nell\u2019assemblea chiamata regola, confermarono solennemente l\u2019impegno di costruire, proprio sull\u2019angolo della piazza del paese, una chiesa in onore della Madonna del Carmine e dei Santi Sebastiano e Rocco e il 6 febbraio 1632 l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica concesse la licenza di costruzione. Tra i cognomi dei Sernagliesi che all\u2019epoca ricoprivano cariche nella comunit\u00e0 ve ne sono alcuni ancora oggi presenti in paese: Filippi, Gosetto e Marchi.<\/p>\n<p>La dedica alla Madonna del Carmine fu presto dimenticata, e col tempo anche quella a San Sebastiano. Per tutti i Sernagliesi la chiesetta \u00e8 oggi, semplicemente, \u201cSan Rocco\u201d; del resto, proprio questo santo \u00e8 diventato, nel corso dei secoli, il principale e pi\u00f9 venerato protettore contro le pestilenze. Le dediche ai Santi Rocco e Sebastiano e le loro rappresentazioni pittoriche e scultoree sono frequentissime nel nostro territorio; anche a Fontigo, ad esempio, c\u2019\u00e8 un piccolo oratorio dedicato a San Rocco (il \u201cMonumento ai Caduti\u201d).<\/p>\n<p>San Rocco ha avuto nei secoli un ruolo importante per la devozione dei Sernagliesi, perch\u00e9 l\u2019edificio \u00e8 collocato proprio nel cuore del paese, a differenza della chiesa parrocchiale, che \u00e8 molto pi\u00f9 distante, all\u2019estremit\u00e0 dell\u2019abitato. Anche per questo motivo nella chiesetta sono state celebrate, in tempi ormai lontani da noi, moltissime Sante Messe e recite del Rosario.<\/p>\n<p>L\u2019edificio \u00e8 stato pesantemente danneggiato dai bombardamenti durante la Grande Guerra, e poi ricostruito senza modificare la sua semplice struttura. Purtroppo \u00e8 andata perduta l\u2019elegante decorazione geometrica esterna a due colori, che probabilmente risaliva al XVIII secolo. Prima della distruzione essa occupava tutto lo spazio fra le lesene, ingentilendo la facciata, che oggi appare invece pi\u00f9 anonima e di impianto pi\u00f9 strettamente ispirato allo stile neoclassico. In compenso, durante i lavori di ricostruzione, \u00e8 stato aggiunto un piccolo campanile, proporzionato e originale, che accoglie anche il meccanismo di un orologio e conferisce maggiore armonia a tutto il complesso.<\/p>\n<p>Anche oggi, nel triste e preoccupante periodo della pandemia del Covid-19, a chi chiedere protezione se non a San Rocco? Fin dall\u2019inizio dell\u2019emergenza il parroco ha deciso di trasferirne la statua nella chiesa parrocchiale, da dove il santo veglia ancora sulla nostra comunit\u00e0; la stessa decisione \u00e8 stata presa anche a Fontigo.<\/p>\n<p>Martino Mazzon<\/p>\n<h3>A cura di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unipieve.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">UNIPIEVE<\/a><\/h3>\n<h3><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"1024\" height=\"803\" class=\"alignnone size-full wp-image-887\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o.jpg 1024w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o-300x235.jpg 300w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o-768x602.jpg 768w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o-958x751.jpg 958w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/117644267_144699300616095_6255180444617776612_o-600x471.jpg 600w\"  sizes=\"(max-width: 1024px) 100vw, 1024px\" \/><\/h3>\n<h3>Bibliografia<\/h3>\n<p>Documenti per la Chiesa di Sernaglia, Archivio della Parrocchia di Sernaglia.<\/p>\n<ol start=\"2002\">\n<li>Bevilacqua, Arte per il Sacro nel Quartier del Piave e nel Feletto, Treviso 2002.<\/li>\n<li>Dall\u2019Anese, Sernaglia. Storia e vita di una comunit\u00e0, Sernaglia d. B. 2017.<\/li>\n<\/ol>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La chiesa di San Rocco venne edificata in seguito a un voto della comunit\u00e0 di Sernaglia, come segno di devozione e ringraziamento dopo la tremenda epidemia di peste del 1630-31 descritta da Alessandro Manzoni nei Promessi Sposi. Proprio nelle ultime settimane dell\u2019epidemia, il 19 ottobre 1631, i capi-famiglia, riuniti nell\u2019assemblea chiamata regola, confermarono solennemente l\u2019impegno di costruire, proprio sull\u2019angolo della piazza del paese, una chiesa in onore della Madonna del Carmine e dei Santi Sebastiano e Rocco e il 6 febbraio 1632 l\u2019autorit\u00e0 ecclesiastica concesse la licenza di costruzione. Tra i cognomi dei Sernagliesi che all\u2019epoca ricoprivano cariche nella comunit\u00e0 ve ne sono alcuni ancora oggi presenti in paese: Filippi, Gosetto e Marchi. La dedica alla Madonna del Carmine fu presto dimenticata, e col tempo anche quella a San Sebastiano. Per tutti i Sernagliesi la chiesetta \u00e8 oggi, semplicemente, \u201cSan Rocco\u201d; del resto, proprio questo santo \u00e8 diventato, nel corso dei secoli, il principale e pi\u00f9 venerato protettore contro le pestilenze. Le dediche ai Santi Rocco e Sebastiano e le loro rappresentazioni pittoriche e scultoree sono frequentissime nel nostro territorio; anche a Fontigo, ad esempio, c\u2019\u00e8 un piccolo oratorio dedicato a San Rocco (il \u201cMonumento ai Caduti\u201d). San Rocco ha avuto nei secoli un ruolo importante per la devozione dei Sernagliesi, perch\u00e9 l\u2019edificio \u00e8 collocato proprio nel cuore del paese, a differenza della chiesa parrocchiale, che \u00e8 molto pi\u00f9 distante, all\u2019estremit\u00e0 dell\u2019abitato. Anche per questo motivo nella chiesetta sono state celebrate, in tempi ormai lontani da noi, moltissime Sante Messe e recite del Rosario. L\u2019edificio \u00e8 stato pesantemente danneggiato dai bombardamenti durante la Grande Guerra, e poi ricostruito senza modificare la sua semplice struttura. Purtroppo \u00e8 andata perduta l\u2019elegante decorazione geometrica esterna a due colori, che probabilmente risaliva al XVIII secolo. Prima della distruzione essa occupava tutto lo spazio fra le lesene, ingentilendo la facciata, che oggi appare invece pi\u00f9 anonima e di impianto pi\u00f9 strettamente ispirato allo stile neoclassico. In compenso, durante i lavori di ricostruzione, \u00e8 stato aggiunto un piccolo campanile, proporzionato e originale, che accoglie anche il meccanismo di un orologio e conferisce maggiore armonia a tutto il complesso. Anche oggi, nel triste e preoccupante periodo della pandemia del Covid-19, a chi chiedere protezione se non a San Rocco? Fin dall\u2019inizio dell\u2019emergenza il parroco ha deciso di trasferirne la statua nella chiesa parrocchiale, da dove il santo veglia ancora sulla nostra comunit\u00e0; la stessa decisione \u00e8 stata presa anche a Fontigo. Martino Mazzon A cura di\u00a0UNIPIEVE Bibliografia Documenti per la Chiesa di Sernaglia, Archivio della Parrocchia di Sernaglia. Bevilacqua, Arte per il Sacro nel Quartier del Piave e nel Feletto, Treviso 2002. Dall\u2019Anese, Sernaglia. Storia e vita di una comunit\u00e0, Sernaglia d. B. 2017.<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":888,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[],"class_list":["post-276","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-cea-racconta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=276"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":891,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/276\/revisions\/891"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/888"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=276"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=276"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=276"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}