{"id":130,"date":"2020-06-15T12:31:01","date_gmt":"2020-06-15T10:31:01","guid":{"rendered":"http:\/\/localhost:8888\/vestige\/?p=130"},"modified":"2020-10-07T10:39:58","modified_gmt":"2020-10-07T08:39:58","slug":"painting-the-imaginations","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/2020\/06\/15\/painting-the-imaginations\/","title":{"rendered":"il monumento agli Emigranti"},"content":{"rendered":"<div dir=\"auto\">A Sernaglia, nel 1967 il monumento agli Arditi della Prima Guerra Mondiale fu spostato.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Al suo posto venne collocato un monumento agli Emigranti.<\/div>\n<div dir=\"auto\">L&#8217;emigrazione prese il posto della guerra.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nei 20 anni precedenti l&#8217;intero Quartier del Piave aveva subito una colossale emorragia di forza-lavoro.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Negli anni &#8217;50 praticamente tutti gli uomini di Sernaglia lavoravano all&#8217;estero.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Per l&#8217;80% era emigrazione stagionale. Cantieri stradali, agricoltura, miniere: da marzo a novembre-dicembre.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il ritorno e poi la ripartenza. E via e via.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">In Italia negli anni della ricostruzione il lavoro non c&#8217;era, la povert\u00e0 era tanta, il bisogno impose di andarsene a &#8220;cat\u00e0r fortuna&#8221;.<\/div>\n<div dir=\"auto\">A volte anche clandestinamente attraverso i passi alpini. Con l&#8217;aiuto interessato dei &#8220;passeurs&#8221;. Trafficanti di uomini e trafficati. Erano strade migratorie conosciute dalla fine dell&#8217;800 che portavano un po&#8217; in tutto il mondo. Solo lo sviluppo economico mise fine al salasso di energie.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">A Sernaglia l\u2019emigrazione si trasform\u00f2, gi\u00e0 dai primi anni \u201850, in consapevolezza che a seguito del susseguirsi di tragedie, di morti sul lavoro che colpirono a fondo il paese.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Un maestro elementare, figlio e fratello di emigranti, riusc\u00ec a trasformare una condizione di marginalit\u00e0 e umiliazione in una risorsa e in una fierezza. Grazie a Lino Gobbato nacque la prima Comunit\u00e0 degli Emigranti da cui presero esempio analoghe associazioni in tutti i paesi della nostra area.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Lo scopo primario di oggi ci fa stupire e forse sorridere: portare a casa le bare. Seppellire quei lavoratori nella terra dei loro cari. Ma anche aiutare le famiglie in difficolt\u00e0. Dare una mano e dare un sentimento di appartenenza a questo \u201cvolgo disperso che nome non ha\u201d. Gli emigranti organizzarono feste cantavano la loro lenta e tragica canzone (Santa Barbara), si inventarono grandi pranzi, costruirono carri allegorici per la sagra, fecero convergere sul paese l\u2019attenzione dei politici, si sentirono importanti. Centrali nella comunit\u00e0 .<\/div>\n<div dir=\"auto\">Alla fine, mentre l\u2019emigrazione declinava e il lavoro lo si trovava a casa, misero un loro simbolo al centro del paese. La statua fu scolpita proprio da un ex-emigrante abile artigiano del ferro-battuto (Eugenio Villanova detto \u201cBattiferro\u201d). La sua statua ferrosa, un emigrante con la lampada da minatore in mano per indicargli il cammino, sale un emisfero di pietra. Il ferro, la pietra, la fatica del salire, il buio da aprire. Simboli di un percorso faticosoe di una meta ignota ai quattro angoli della terra.<\/div>\n<div dir=\"auto\">E proprio dei tanti paesi di emigrazione vollero essere un segno le manciate di terra provenienti da tutti i paesi di emigrazione e che sono sotto il monumento. La statua non \u00e8 accompagnata dalle solite frasi piene di retorica ma da una semplice e poetica dedica: \u201cAi nostri uomini sparsi per il mondo come il grano\u201d;<\/div>\n<div dir=\"auto\">L\u2019immagine \u00e8 quella del seminatore che a braccio teso getta lontano i chicchi al momento della semina. Ogni seme cadr\u00e0 un po&#8217; a caso nel suo pezzetto di terra. Qualche seme non riuscir\u00e0 ad attecchire. Molti germoglieranno. Un monumento, tante storie, un simbolo del lavoro e della necessit\u00e0.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Un richiamo al presente.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Ad altre migrazioni.<\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">A cura di\u00a0<a href=\"https:\/\/www.unipieve.org\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">UNIPIEVE<\/a><\/div>\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"482\" height=\"642\" class=\"alignnone size-full wp-image-895\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/104173535_112951457124213_4780477459797997823_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/104173535_112951457124213_4780477459797997823_n.jpg 482w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2018\/07\/104173535_112951457124213_4780477459797997823_n-225x300.jpg 225w\"  sizes=\"(max-width: 482px) 100vw, 482px\" \/><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>A Sernaglia, nel 1967 il monumento agli Arditi della Prima Guerra Mondiale fu spostato. Al suo posto venne collocato un monumento agli Emigranti. L&#8217;emigrazione prese il posto della guerra. Nei 20 anni precedenti l&#8217;intero Quartier del Piave aveva subito una colossale emorragia di forza-lavoro. Negli anni &#8217;50 praticamente tutti gli uomini di Sernaglia lavoravano all&#8217;estero. Per l&#8217;80% era emigrazione stagionale. Cantieri stradali, agricoltura, miniere: da marzo a novembre-dicembre. Il ritorno e poi la ripartenza. E via e via. In Italia negli anni della ricostruzione il lavoro non c&#8217;era, la povert\u00e0 era tanta, il bisogno impose di andarsene a &#8220;cat\u00e0r fortuna&#8221;. A volte anche clandestinamente attraverso i passi alpini. Con l&#8217;aiuto interessato dei &#8220;passeurs&#8221;. Trafficanti di uomini e trafficati. Erano strade migratorie conosciute dalla fine dell&#8217;800 che portavano un po&#8217; in tutto il mondo. Solo lo sviluppo economico mise fine al salasso di energie. A Sernaglia l\u2019emigrazione si trasform\u00f2, gi\u00e0 dai primi anni \u201850, in consapevolezza che a seguito del susseguirsi di tragedie, di morti sul lavoro che colpirono a fondo il paese. Un maestro elementare, figlio e fratello di emigranti, riusc\u00ec a trasformare una condizione di marginalit\u00e0 e umiliazione in una risorsa e in una fierezza. Grazie a Lino Gobbato nacque la prima Comunit\u00e0 degli Emigranti da cui presero esempio analoghe associazioni in tutti i paesi della nostra area. Lo scopo primario di oggi ci fa stupire e forse sorridere: portare a casa le bare. Seppellire quei lavoratori nella terra dei loro cari. Ma anche aiutare le famiglie in difficolt\u00e0. Dare una mano e dare un sentimento di appartenenza a questo \u201cvolgo disperso che nome non ha\u201d. Gli emigranti organizzarono feste cantavano la loro lenta e tragica canzone (Santa Barbara), si inventarono grandi pranzi, costruirono carri allegorici per la sagra, fecero convergere sul paese l\u2019attenzione dei politici, si sentirono importanti. Centrali nella comunit\u00e0 . Alla fine, mentre l\u2019emigrazione declinava e il lavoro lo si trovava a casa, misero un loro simbolo al centro del paese. La statua fu scolpita proprio da un ex-emigrante abile artigiano del ferro-battuto (Eugenio Villanova detto \u201cBattiferro\u201d). La sua statua ferrosa, un emigrante con la lampada da minatore in mano per indicargli il cammino, sale un emisfero di pietra. Il ferro, la pietra, la fatica del salire, il buio da aprire. Simboli di un percorso faticosoe di una meta ignota ai quattro angoli della terra. E proprio dei tanti paesi di emigrazione vollero essere un segno le manciate di terra provenienti da tutti i paesi di emigrazione e che sono sotto il monumento. La statua non \u00e8 accompagnata dalle solite frasi piene di retorica ma da una semplice e poetica dedica: \u201cAi nostri uomini sparsi per il mondo come il grano\u201d; L\u2019immagine \u00e8 quella del seminatore che a braccio teso getta lontano i chicchi al momento della semina. Ogni seme cadr\u00e0 un po&#8217; a caso nel suo pezzetto di terra. Qualche seme non riuscir\u00e0 ad attecchire. Molti germoglieranno. Un monumento, tante storie, un simbolo del lavoro e della necessit\u00e0. Un richiamo al presente. Ad altre migrazioni. A cura di\u00a0UNIPIEVE<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":895,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[],"class_list":["post-130","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-cea-racconta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=130"}],"version-history":[{"count":5,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":911,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/130\/revisions\/911"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/895"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=130"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=130"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=130"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}