{"id":1231,"date":"2022-06-29T09:44:13","date_gmt":"2022-06-29T07:44:13","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/?p=1231"},"modified":"2023-01-09T09:52:56","modified_gmt":"2023-01-09T08:52:56","slug":"morer-o-gelsi","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/2022\/06\/29\/morer-o-gelsi\/","title":{"rendered":"Mor\u00e8r (o Gelsi)"},"content":{"rendered":"<p>Alberi dalle foglie tenere di un bel verde chiaro.<br \/>\nI Gelsi o in dialetto &#8220;mor\u00e8r&#8221; sono gli alberi che danno le more.<br \/>\nFino agli anni &#8217;50-&#8217;60 erano un elemento dominante nel nostro paesaggio, piantati a sostegno dei filari dell\u2019uva Clinto o nelle aie della case contadine in prossimit\u00e0 del pollaio.<br \/>\nCi ricordiamo bene quei mor\u00e8r e quando ne rivediamo qualcuno, ci sembra di ritornare nel passato.<\/p>\n<p>La provincia di Treviso, tra la met\u00e0 dell&#8217;Ottocento e l&#8217;inizio del Novecento era tra i grandi produttori europei di seta grezza e praticamente tutti contribuivano a questa attivit\u00e0.<br \/>\nUnica e importante fonte di reddito per le famiglie contadine. Si piantavano, quindi, i mor\u00e8r per la produzione di foglie di cui i bachi si nutrivano.<br \/>\nE per un mese circa gli uomini e le donne lasciavano le loro case ai &#8220;cavalier&#8221; (i bachi da seta).<br \/>\nSi ritiravano in stanze secondarie e posizionavano i bachi nelle stanze migliori preferibilmente dove si poteva controllare la temperatura, come la cucina.<br \/>\nI bachi venivano posati su graticci sovrapponibili per risparmiare spazio, veri e propri letti a castello.<br \/>\nI piccoli bachi nati dalle uova venivano alimentati con foglia fresca finemente trinciata e i letti venivano regolarmente ripuliti per evitare malattie al baco.<br \/>\nLa foglia veniva somministrata pi\u00f9 volte al giorno per saziare il loro importante appetito.<br \/>\nTutti erano al loro servizio e dopo la foglia trita, mano a mano che crescevano veniva servita la foglia intera fino ad arrivare a deporre rami completi di foglie fino a quando, dopo 27\/28 giorni, i bachi venivano trasferiti sul biav\u00e8r (in soffitta) dove si arrampicavano su rami secchi, che erano stati sapientemente posati su letti di segatura, per cercare un posto dove costruire il bozzolo prima di compiere la metamorfosi in crisalide.<\/p>\n<p>A questo punto i bozzoli venivano raccolti, venduti alle filande e i contadini riprendevano possesso delle loro case.<\/p>\n<p>Sembra che il prezioso filugello sia stato importato dall\u2019Oriente grazie all\u2019intraprendenza di due monaci che nascosero due bachi in una canna di bamb\u00f9 con l\u2019intenzione di donarli all\u2019imperatore Giustiniano nel 552 dopo Cristo.<br \/>\nDa allora Costantinopoli divenne il pi\u00f9 importante centro di commercio della seta esteso poi, dagli arabi, in Sicilia.<br \/>\nCon l&#8217;et\u00e0 moderna la gelsicoltura si diffuse e arriv\u00f2 anche in Veneto dove vi si impose, soprattutto dall&#8217;Ottocento, dando vita ad una attivit\u00e0 che a Sernaglia divenne industria.<\/p>\n<p>A testimonianza di questo abbiamo le filande, bellissimi edifici di archeologia industriale da preservare e valorizzare. Una storia, fatta di paesaggio agrario, produzione, vite familiari.<br \/>\nUna storia sicuramente da ricordare e raccontare.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" height=\"225\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1243\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n-300x225.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n-300x225.jpg 300w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n-1024x767.jpg 1024w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n-768x576.jpg 768w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n-958x718.jpg 958w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/290757604_497400435518114_2912228401866939009_n.jpg 1181w\"  sizes=\"(max-width: 300px) 100vw, 300px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"612\" height=\"408\" class=\"alignnone size-full wp-image-1244\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/291022051_497399692184855_6014072417479719977_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/291022051_497399692184855_6014072417479719977_n.jpg 612w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/291022051_497399692184855_6014072417479719977_n-300x200.jpg 300w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/291022051_497399692184855_6014072417479719977_n-600x400.jpg 600w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2022\/06\/291022051_497399692184855_6014072417479719977_n-272x182.jpg 272w\"  sizes=\"(max-width: 612px) 100vw, 612px\" \/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Alberi dalle foglie tenere di un bel verde chiaro. 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Si ritiravano in stanze secondarie e posizionavano i bachi nelle stanze migliori preferibilmente dove si poteva controllare la temperatura, come la cucina. I bachi venivano posati su graticci sovrapponibili per risparmiare spazio, veri e propri letti a castello. I piccoli bachi nati dalle uova venivano alimentati con foglia fresca finemente trinciata e i letti venivano regolarmente ripuliti per evitare malattie al baco. La foglia veniva somministrata pi\u00f9 volte al giorno per saziare il loro importante appetito. Tutti erano al loro servizio e dopo la foglia trita, mano a mano che crescevano veniva servita la foglia intera fino ad arrivare a deporre rami completi di foglie fino a quando, dopo 27\/28 giorni, i bachi venivano trasferiti sul biav\u00e8r (in soffitta) dove si arrampicavano su rami secchi, che erano stati sapientemente posati su letti di segatura, per cercare un posto dove costruire il bozzolo prima di compiere la metamorfosi in crisalide. 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