{"id":1229,"date":"2022-09-20T09:45:56","date_gmt":"2022-09-20T07:45:56","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/?p=1229"},"modified":"2023-01-09T09:50:48","modified_gmt":"2023-01-09T08:50:48","slug":"i-mulini-di-sernaglia-fontigo-e-falze","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/2022\/09\/20\/i-mulini-di-sernaglia-fontigo-e-falze\/","title":{"rendered":"I mulini di Sernaglia, Fontigo e Falz\u00e8 (2)"},"content":{"rendered":"<p>L\u2019ironia contro i mugnai \u00e8 visibile ad esempio in una novella cinquecentesca opera di Giovanni Brevio (1480 c. \u2013 1550 c.), un ecclesiastico che per un periodo, attorno al 1510, era stato anche pievano di Sernaglia, sebbene probabilmente senza risiedervi, dato che deteneva contemporaneamente molti altri benefici, anche per il fatto di essere il nipote del vescovo di Ceneda Francesco Brevio.<\/p>\n<p>Questa novella ha una struttura particolare: il racconto principale contiene un secondo racconto che a sua volta ne contiene un terzo. Il protagonista, nonch\u00e9 primo bersaglio dell\u2019ironia dell\u2019autore, \u00e8 un certo frate Niccol\u00f2 che, predicando in un paese di mugnai, ritiene maldestramente di risultare gradito al suo uditorio raccontando una storia (il \u201csecondo racconto\u201d) che ironizza proprio su quella categoria. Si tratta della vicenda dei mugnai che, consigliati dal collega Malgragno, decidono, per motivi del tutto materiali, di promuovere la santificazione dell\u2019altro collega Berto, prima ancora della sua morte, iniziando (\u201csi vociferava\u201d) con l\u2019eutanasia perch\u00e9 possano subito cominciare ad arrivare le grazie per sua intercessione. Essendo per\u00f2 incerti su dove seppellire il corpo del \u201csanto\u201d, ricorrono al loro parroco, che propone loro l\u2019esempio della storia del corpo di San Tiziano, posto su un carro tirato da una mucca e da un vitello che, lasciati liberi di andare dove vogliono, lo portano a Ceneda, dove verr\u00e0 trasferita anche la sede vescovile. La narrazione del parroco \u00e8 il \u201cterzo racconto\u201d contenuto nella novella.<\/p>\n<p>Le vicende narrate si concludono con una punizione per tutti: i colleghi di Berto decidono di seguire il consiglio del parroco, ma in questo caso il corpo \u201csanto\u201d viene portato sotto una forca. Al sentire la fine della storia, per\u00f2, gli altri mugnai, quelli del paese dove frate Niccol\u00f2 sta predicando, offesi mortalmente, iniziano a linciarlo, anche se alla fine il religioso riuscir\u00e0 a salvarsi grazie (paradossalmente, ma non troppo, vista la poca simpatia dell\u2019autore per i frati) al voto di uscire dall\u2019ordine.<\/p>\n<p>Un altro esempio del ruolo per certi aspetti ambivalente che potevano avere i mugnai all\u2019interno di una comunit\u00e0 \u00e8 dato dalle vicende di un personaggio vissuto in un\u2019area parecchio vicina \u2013 geograficamente e culturalmente \u2013 ai nostri paesi, cio\u00e8 il Friuli Occidentale. Si tratta del mugnaio di Montereale Valcellina Domenico Scandella, detto Menocchio, che \u00e8 stato studiato dagli storici Carlo Ginzburg e Andrea Del Col. Le tante notizie che sono sopravvissute riguardo alla sua vita ed alle sue idee sono soprattutto dovute al fatto che egli fu per ben due volte processato come eretico dall\u2019inquisizione delle diocesi di Aquileia e Concordia. Dagli interrogatori emerge la figura di un uomo al tempo stesso immerso nella vita del paese e distaccato, che doveva avere trascorso veramente molto tempo solo coi pensieri che riempivano il suo \u201ccervel sutil\u201d, volendo \u201ccercare cose alte, et che non sapeva\u201d.<\/p>\n<p>Cos\u00ec, con l\u2019aiuto dei pochi libri che aveva letto, e di qualche occasionale colloquio con improbabili \u201cmaestri\u201d che aveva incontrato, Menocchio era arrivato a sviluppare proprie teorie sul mondo, sulle sue origini e persino su Dio e sui dogmi del Cristianesimo. Tuttavia, quando risult\u00f2 che su queste idee egli non teneva la bocca chiusa, esse diventarono per lui pericolose, forse anche a causa di delazioni dei compaesani, raccolte e indirizzate da membri del clero.<br \/>\nDopo il primo processo fu liberato, ma il secondo si concluse con la sua esecuzione capitale (1599).<\/p>\n<p><em>Martino Mazzon<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"192\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1233\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307314031_553464816578342_2676287399996886054_n-192x300.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307314031_553464816578342_2676287399996886054_n-192x300.jpg 192w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307314031_553464816578342_2676287399996886054_n.jpg 437w\"  sizes=\"(max-width: 192px) 100vw, 192px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"195\" height=\"300\" class=\"alignnone size-medium wp-image-1234\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307367584_553464743245016_8418221186468340249_n-195x300.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307367584_553464743245016_8418221186468340249_n-195x300.jpg 195w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307367584_553464743245016_8418221186468340249_n.jpg 501w\"  sizes=\"(max-width: 195px) 100vw, 195px\" \/> <img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"696\" height=\"396\" class=\"alignnone size-full wp-image-1235\" src=\"http:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307693551_553464783245012_6600809284282281979_n.jpg\" alt=\"\" srcset=\"https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307693551_553464783245012_6600809284282281979_n.jpg 696w, https:\/\/www.museomediapiave.it\/wp-content\/uploads\/2023\/01\/307693551_553464783245012_6600809284282281979_n-300x171.jpg 300w\"  sizes=\"(max-width: 696px) 100vw, 696px\" \/><\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>L\u2019ironia contro i mugnai \u00e8 visibile ad esempio in una novella cinquecentesca opera di Giovanni Brevio (1480 c. \u2013 1550 c.), un ecclesiastico che per un periodo, attorno al 1510, era stato anche pievano di Sernaglia, sebbene probabilmente senza risiedervi, dato che deteneva contemporaneamente molti altri benefici, anche per il fatto di essere il nipote del vescovo di Ceneda Francesco Brevio. Questa novella ha una struttura particolare: il racconto principale contiene un secondo racconto che a sua volta ne contiene un terzo. Il protagonista, nonch\u00e9 primo bersaglio dell\u2019ironia dell\u2019autore, \u00e8 un certo frate Niccol\u00f2 che, predicando in un paese di mugnai, ritiene maldestramente di risultare gradito al suo uditorio raccontando una storia (il \u201csecondo racconto\u201d) che ironizza proprio su quella categoria. Si tratta della vicenda dei mugnai che, consigliati dal collega Malgragno, decidono, per motivi del tutto materiali, di promuovere la santificazione dell\u2019altro collega Berto, prima ancora della sua morte, iniziando (\u201csi vociferava\u201d) con l\u2019eutanasia perch\u00e9 possano subito cominciare ad arrivare le grazie per sua intercessione. Essendo per\u00f2 incerti su dove seppellire il corpo del \u201csanto\u201d, ricorrono al loro parroco, che propone loro l\u2019esempio della storia del corpo di San Tiziano, posto su un carro tirato da una mucca e da un vitello che, lasciati liberi di andare dove vogliono, lo portano a Ceneda, dove verr\u00e0 trasferita anche la sede vescovile. La narrazione del parroco \u00e8 il \u201cterzo racconto\u201d contenuto nella novella. Le vicende narrate si concludono con una punizione per tutti: i colleghi di Berto decidono di seguire il consiglio del parroco, ma in questo caso il corpo \u201csanto\u201d viene portato sotto una forca. Al sentire la fine della storia, per\u00f2, gli altri mugnai, quelli del paese dove frate Niccol\u00f2 sta predicando, offesi mortalmente, iniziano a linciarlo, anche se alla fine il religioso riuscir\u00e0 a salvarsi grazie (paradossalmente, ma non troppo, vista la poca simpatia dell\u2019autore per i frati) al voto di uscire dall\u2019ordine. Un altro esempio del ruolo per certi aspetti ambivalente che potevano avere i mugnai all\u2019interno di una comunit\u00e0 \u00e8 dato dalle vicende di un personaggio vissuto in un\u2019area parecchio vicina \u2013 geograficamente e culturalmente \u2013 ai nostri paesi, cio\u00e8 il Friuli Occidentale. Si tratta del mugnaio di Montereale Valcellina Domenico Scandella, detto Menocchio, che \u00e8 stato studiato dagli storici Carlo Ginzburg e Andrea Del Col. Le tante notizie che sono sopravvissute riguardo alla sua vita ed alle sue idee sono soprattutto dovute al fatto che egli fu per ben due volte processato come eretico dall\u2019inquisizione delle diocesi di Aquileia e Concordia. Dagli interrogatori emerge la figura di un uomo al tempo stesso immerso nella vita del paese e distaccato, che doveva avere trascorso veramente molto tempo solo coi pensieri che riempivano il suo \u201ccervel sutil\u201d, volendo \u201ccercare cose alte, et che non sapeva\u201d. 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