{"id":1212,"date":"2021-08-08T18:01:04","date_gmt":"2021-08-08T16:01:04","guid":{"rendered":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/?p=1212"},"modified":"2022-01-31T18:02:24","modified_gmt":"2022-01-31T17:02:24","slug":"il-castelik-castrum-de-sernalea","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/2021\/08\/08\/il-castelik-castrum-de-sernalea\/","title":{"rendered":"Il \u201cCastelik\u201d (Castrum de Sernalea)"},"content":{"rendered":"<div class=\"kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><strong>Il \u201cCastelik\u201d (Castrum de Sernalea).<\/strong><\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Il nome della localit\u00e0 \u201cCastelik\u201d, ai margini dei Pal\u00f9, fa riferimento, secondo la tradizione, alla presenza di un castello a Sernaglia in et\u00e0 medievale.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Se ne possono ancora vedere i resti, consistenti in un cumulo di macerie e nelle fondamenta di una costruzione rettangolare; della sua storia \u00e8 giunto fino a noi un solo documento, redatto nel castello stesso, nell\u2019anno 1122, dal notaio Avuardo.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Si tratta di un accordo o convenzione (cartula conventionis) fra il nobile Artusio di Rovero e gli uomini della Pieve di Sernaglia che si erano incastellati; fra essi vengono citati Zano e Riberto da Sernaglia, Martinello, il fabbro Giovanni, Rodolfo e Orso da Moriago. La pergamena originale rimase per secoli nell\u2019archivio dei Rovero (oggi conservato nell\u2019Archivio di Stato di Treviso) e nel \u2018700 ne furono tratte copie autenticate per documentare l\u2019antichit\u00e0 della famiglia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Dalla cartula \u00e8 possibile farsi un\u2019idea dell\u2019aspetto del castrum de Sernalea: era circondato da un corso d\u2019acqua, da una palizzata o siepe e da un fossato (acqua, frata et fossato), e vi si accedeva tramite porte. Come \u00e8 visibile anche oggi, doveva occupare un\u2019area abbastanza estesa, tanto che all\u2019interno erano state costruite case, su cui gli incastellati avevano il diritto di prelazione.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Si trattava di strutture semplici, quasi esclusivamente in legno, tranne l\u2019edificio pi\u00f9 ampio di cui restano le fondamenta, forse costruito in un secondo momento e destinato ad uso collettivo e\/o condiviso fra gli \u201cuomini\u201d e i signori. Alcuni \u201cincastellati\u201d continuavano a vivere all\u2019esterno, con il diritto di spostarsi fra le loro case e il castello senza opposizione da parte dei Rovero.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il documento permette anche di intuire la natura dei rapporti economici e di forza fra i personaggi nominati. Artusio non era proprietario del castrum, ma lo aveva ricevuto in feudo (beneficium), dal vescovo di Ceneda, che manteneva il \u201cdominio eminente\u201d; come \u00e8 detto espressamente, il castello era \u201cpropriet\u00e0 di San Tiziano\u201d, cio\u00e8 del vescovado. Al patrono della diocesi \u00e8 dedicato anche l\u2019oratorio del Patean, un tempo appartenente alla parrocchia di Sernaglia.<\/div>\n<div dir=\"auto\">La convenzione fissava il canone dovuto da ogni capofamiglia ad Artuso in una calvia di frumento. Venivano anche stabilite pene pecuniarie per chi creasse \u201cscandalo\u201d; l\u2019importo delle multe doveva essere diviso fra gli uomini e il signore, che non poteva condonarle se non rinunciando anche alla propria quota. Infine, gli \u201cuomini\u201d si obbligavano ad abitare e mantenere per sempre la struttura; i signori, comunque, dovevano contribuire alla manutenzione \u201csecondo le loro possibilit\u00e0\u201d.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nell\u2019area del \u201cCastelik\u201d e nei dintorni sono stati fatti ripetutamente ritrovamenti archeologici, ed esistono valide ragioni per sostenere che il castrum de Sernalea sia stato preceduto da un insediamento risalente alla fase finale dell\u2019et\u00e0 del Bronzo. Luigi Ghizzo ritiene che esso sia nato attorno al 1000 a. C., quando un periodo di prolungata siccit\u00e0 spinse gli abitanti delle colline a spostarsi nella pianura sottostante (Pal\u00f9), pi\u00f9 ricca di acqua. All\u2019insediamento protostorico rimanda anche la forma a ciambella del terrapieno che circonda il sito.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Il castrum medievale nacque per contrastare l\u2019insicurezza e l\u2019instabilit\u00e0 che contrassegnarono per secoli la vita delle popolazioni rurali; non \u00e8 chiaro quando precisamente sia avvenuto l\u2019incastellamento, ma dal tono del documento sembrerebbe che esso fosse nel 1122 un fatto ancora abbastanza recente. Resta anche incerto se l\u2019iniziativa sia stata dei Rovero o dei Sernagliesi.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Nonostante il raggiungimento di un articolato accordo per la sua gestione, il castello scompare dai documenti dopo il 1122. Sernaglia entr\u00f2 nell\u2019orbita dei signori da Vidor, che poi (1242\/46) vendettero ad Ezzelino da Romano i loro possedimenti \u201cfra la Piave e il fiume Soligo\u201d (cio\u00e8 \u201cnel castello e nei paesi di Vidor, Sernaglia, Fontigo, Nosledo, Moriago e Mosnigo\u201d), compresi i diritti di giurisdizione.<\/div>\n<div dir=\"auto\">Secondo la tradizione il \u201cCastelik\u201d sarebbe stato utilizzato dai signori del villaggio anche come prigione e sarebbe poi diventato una cava di materiale da costruzione; anche nel campanile di Sernaglia, risalente al XVII secolo, sarebbero stati utilizzati materiali provenienti dal castello.<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\"><\/div>\n<div dir=\"auto\">Martino Mazzon<\/div>\n<\/div>\n<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">Foto: <a class=\"oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 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Il nome della localit\u00e0 \u201cCastelik\u201d, ai margini dei Pal\u00f9, fa riferimento, secondo la tradizione, alla presenza di un castello a Sernaglia in et\u00e0 medievale. Se ne possono ancora vedere i resti, consistenti in un cumulo di macerie e nelle fondamenta di una costruzione rettangolare; della sua storia \u00e8 giunto fino a noi un solo documento, redatto nel castello stesso, nell\u2019anno 1122, dal notaio Avuardo. Si tratta di un accordo o convenzione (cartula conventionis) fra il nobile Artusio di Rovero e gli uomini della Pieve di Sernaglia che si erano incastellati; fra essi vengono citati Zano e Riberto da Sernaglia, Martinello, il fabbro Giovanni, Rodolfo e Orso da Moriago. La pergamena originale rimase per secoli nell\u2019archivio dei Rovero (oggi conservato nell\u2019Archivio di Stato di Treviso) e nel \u2018700 ne furono tratte copie autenticate per documentare l\u2019antichit\u00e0 della famiglia. Dalla cartula \u00e8 possibile farsi un\u2019idea dell\u2019aspetto del castrum de Sernalea: era circondato da un corso d\u2019acqua, da una palizzata o siepe e da un fossato (acqua, frata et fossato), e vi si accedeva tramite porte. Come \u00e8 visibile anche oggi, doveva occupare un\u2019area abbastanza estesa, tanto che all\u2019interno erano state costruite case, su cui gli incastellati avevano il diritto di prelazione. Si trattava di strutture semplici, quasi esclusivamente in legno, tranne l\u2019edificio pi\u00f9 ampio di cui restano le fondamenta, forse costruito in un secondo momento e destinato ad uso collettivo e\/o condiviso fra gli \u201cuomini\u201d e i signori. Alcuni \u201cincastellati\u201d continuavano a vivere all\u2019esterno, con il diritto di spostarsi fra le loro case e il castello senza opposizione da parte dei Rovero. Il documento permette anche di intuire la natura dei rapporti economici e di forza fra i personaggi nominati. Artusio non era proprietario del castrum, ma lo aveva ricevuto in feudo (beneficium), dal vescovo di Ceneda, che manteneva il \u201cdominio eminente\u201d; come \u00e8 detto espressamente, il castello era \u201cpropriet\u00e0 di San Tiziano\u201d, cio\u00e8 del vescovado. Al patrono della diocesi \u00e8 dedicato anche l\u2019oratorio del Patean, un tempo appartenente alla parrocchia di Sernaglia. La convenzione fissava il canone dovuto da ogni capofamiglia ad Artuso in una calvia di frumento. Venivano anche stabilite pene pecuniarie per chi creasse \u201cscandalo\u201d; l\u2019importo delle multe doveva essere diviso fra gli uomini e il signore, che non poteva condonarle se non rinunciando anche alla propria quota. Infine, gli \u201cuomini\u201d si obbligavano ad abitare e mantenere per sempre la struttura; i signori, comunque, dovevano contribuire alla manutenzione \u201csecondo le loro possibilit\u00e0\u201d. Nell\u2019area del \u201cCastelik\u201d e nei dintorni sono stati fatti ripetutamente ritrovamenti archeologici, ed esistono valide ragioni per sostenere che il castrum de Sernalea sia stato preceduto da un insediamento risalente alla fase finale dell\u2019et\u00e0 del Bronzo. Luigi Ghizzo ritiene che esso sia nato attorno al 1000 a. C., quando un periodo di prolungata siccit\u00e0 spinse gli abitanti delle colline a spostarsi nella pianura sottostante (Pal\u00f9), pi\u00f9 ricca di acqua. All\u2019insediamento protostorico rimanda anche la forma a ciambella del terrapieno che circonda il sito. Il castrum medievale nacque per contrastare l\u2019insicurezza e l\u2019instabilit\u00e0 che contrassegnarono per secoli la vita delle popolazioni rurali; non \u00e8 chiaro quando precisamente sia avvenuto l\u2019incastellamento, ma dal tono [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":1215,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[103],"tags":[],"class_list":["post-1212","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-il-cea-racconta"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=1212"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1220,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/1212\/revisions\/1220"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media\/1215"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=1212"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=1212"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.museomediapiave.it\/index.php\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=1212"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}